Top

Lo stretching: quando (non) praticarlo /Parte 1

Lo stretching è senza dubbio fondamentale per chi si allena, e non dovrebbe mai mancare al termine di qualunque attività sportiva.

Analogamente, lo stretching non dovrebbe mai essere eseguito in maniera prolungata prima di allenarsi. E’ invece opportuno effettuare del riscaldamento ad hoc (se non siete ferrati con la terminologia trovate un aiuto qui e qui).

Il motivo principale per cui lo stretching dovrebbe essere evitato ad inizio sessione risiede nel ROM – Range of Motion – articolare. Questo termine, in ambito fitness, indica i gradi che un’articolazione può eseguire nello spazio, dalla sua posizione di partenza alla massima estensione. E’ anche indice di flessibilità.

c9e30f70fcf49e3fe20397824e0f7c9c

 

“Quando un muscolo viene allungato, i recettori muscolari situati in parallelo tra le fibre, i fusi, segnalano uno stato di tensione da allungamento, determinando una contrazione di riflesso-difesa che eviti l’eccessivo stretch che potrebbe causare uno stiramento o addirittura un overstretching, ovvero uno strappo delle fibre muscolari”

(tratto da http://www.my-personaltrainer.it/allenamento/stretching.html)

Allungare i muscoli con lo stretching non aumenterà solo la flessibilità del corpo ma “inibirà” la contrazione di riflesso-difesa, spostandone l’arrivo sempre più avanti. Il “dolore” percepito durante l’allungamento sarà via via più sopportabile. Basti pensare al classico movimento che si esegue quando si prova a toccare le punte dei piedi con le mani. Niente di sbagliato fino a ora!

Ma se si traspone tutto ciò prima di un allenamento con i pesi, si potrebbe arrivare ad eseguire degli esercizi con un allungamento muscolare eccessivo, che di conseguenza inibirà la contrazione, rendendola difficoltosa, se non addirittura ‘fuori tempo’. La conseguenza più immediata è quella di diminuire il carico. Una situazione decisamente controproducente e non in linea con gli obiettivi di un allenamenti di forza, in cui servono movimenti rapidi, intensi e con carichi via via più elevati.

Bandire totalmente lo stretching e ragionare per compartimenti stagni non è tuttavia quasi mai corretto: se per chi pratica pesi è certamente sconsigliato effettuare allungamenti prima degli esercizi, in alcuni sport, come ad esempio la danza, sono invece necessarie lunghe sessioni di allungamento, e il quando farle diventa assolutamente relativo.

Inoltre quando si parla di riscaldamento, assieme alla classica attività cardio di blanda intensità, per iniziare a stimolare l’apparato cardiovascolare, spesso si abbinano movimenti mirati per le varie parti del corpo, chiamate anche stretching dinamico, che aiutano a riscaldare i muscoli, ma non ne allungano eccessivamente le fibre, come invece dovrebbe fare a fine sessione uno stretching di tipo statico.

esempi-di-stretching-dinamico

Un altro buon metodo per riscaldarsi, soprattutto prima di allenamenti di forza, è quello di fare a corpo libero delle mini serie con gli esercizi che si faranno poi con i carichi.

Sullo stretching si è detto veramente tutto e il contrario di tutto: di fatto vale sempre la regola del “ognuno è un caso a sé” e che cosa effettivamente state andando a svolgere. Se però fino a una decina di anni fa ogni allenamento doveva essere assolutamente preceduto da (lunghe) sessioni di stretching, oggi si sta ridimensionando notevolmente il suo ruolo.

Dove sta la verità? Probabilmente nel mezzo, come sempre. Come pratica comune, da indicare a un individuo-tipo, si dovrà consigliare un riscaldamento iniziale, in cui lo stretching avrà una parte marginale se non nulla. Sarà invece il vero protagonista a fine allenamento. Da qui in poi, dovrà essere valutato caso per caso. Non servono studi scientifici per capire che una ballerina classica avrà esigenze nettamente diverse da un bodybuilder!

Se amate correre ma non avete bene idea di come affrontare lo stretching, prossimamente seguirà un approfondimento di Shally!

SabrinaF

Dal 2013 ha sviluppato un forte interesse per il mondo del fitness e trae il massimo dei benefici dagli allenamenti casalinghi. La tecnologia le permette di affrontare sempre nuove sfide, ma anche di monitorare i suoi progressi.Il suo motto: “Perché le cose o si fanno bene, o non si fanno” ;)

Vai alla barra degli strumenti