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FitStar e Fitbit: poteva andare meglio [recensione]

Ho iniziato ad usare FitStar un paio di anni fa, e con una mega offerta prima di Natale in prospettiva di un semestre all’estero decisi di fare un piccolo investimento e prendere la versione premium per un anno. Essendo una delle app più famose per gli allenamenti a corpo libero da fare a casa, e avendo già provato gli allenamenti gratuiti (sia il piano che i workout freestyle), ero abbastanza convinta della mia scelta.

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Da poco disponibile anche in versione desktop web, questa famosissima app è compatibile con sistemi iOS e Android (da poco tempo). Esiste anche la versione Yoga (quest’ultima compatibile solamente con iOS), dove avremo Tara Stiles come allenatrice. Per FitStar invece c’è Tony Gonzalez, che ci guiderà attraverso una serie di allenamenti. L’app al momento non è disponibile in lingua italiana. Da brava piccola talpa, io ho usato sempre FitStar su iPad (per un periodo su Apple TV, con schermo gigante, che pacchia!).

Ma qual è la particolarità di questa app? Giustamente, direte, ce ne sono una marea in commercio e ci sono un sacco di alternative completamente gratuite. La versione gratuita di FitStar garantisce due workout personalizzati a settimana e l’accesso ad alcuni workout freestyle fra quelli disponibili.

A prescindere dalla preferenza personale, che è sempre il fattore di decisione più importante, per me sono stati determinanti anche l’accessibilità del prezzo (normalmente 50€ per 12 mesi di versione premium, molto più conveniente rispetto alla membership mensile, 8€/mese; all’epoca dello sconto, spesi 35€) la stabilità e la compatibilità con più dispositivi e servizi come Fitbit, My Fitness Pal e Jawbone.

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50€ (da pagare tutti insieme per la membership premium annuale) non sono pochi per un servizio, è vero: all’inizio infatti ne pagai di meno per l’offerta di cui sopra, ma considerando che non avrò mai il tempo di andare in palestra e che vicino casa mia non ce n’è una decente ho deciso di fare questo investimento per la mia salute. D’altronde, l’app richiede solamente un po’ di spazio, una connessione internet e occasionalmente un tappetino da yoga. E la voglia di allenarsi, ovviamente 😉

Così, tappetino rosa (sigh) alla mano, mi misi in salotto e iniziai la mia esperienza con FitStar. Dopo un breve (che all’epoca non mi sembrò affatto breve) fit test per verificare la mia forma fisica (tonda, ve lo dico già), e dopo aver impostato il proprio obiettivo (perdere peso, tonificare, mettere su massa muscolare o semplicemente abituarsi a muoversi di più), l’app ci propone un piano di allenamento a corpo libero da unire, eventualmente a dei workout freestyle che si concentrano su determinati gruppi muscolari.

img_0106Un fattore innovativo di FitStar è che alla fine di ogni esercizio ci chiederà un feedback, su come è andato secondo noi l’allenamento e per quanti secondi/quante ripetizioni siamo riusciti a completare. In base ai nostri feedback aggiusterà successivamente il piano di allenamento. Ciò non significa che eliminerà gli esercizi che ci hanno fatto sudare di più, ma che semplicemente li riproporrà fra esercizi che invece non ci hanno causato grossi problemi.

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Ecco la schermata che appare alla fine di ogni esercizio, richiedendoci un nostro feedback

Il Wall Street Journal l’ha definita un’app che “sa quando chiederci di più“, indicandola come il naturale successore dei DVD che andavano tanto di moda negli anni 80/90 per gli home workout. Questi ultimi avevano però la pecca di essere statici, e chi li comprava doveva accettare passivamente le istruzioni sullo schermo.

È possibile impostare la riproduzione della propria musica in sottofondo durante gli allenamenti, regolando anche il volume delle istruzioni che riceveremo dal caro amico Tony in modo da riuscirlo a sentire sopra la nostra playlist preferita.

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Esempi di workout freestyle

Ora, parliamo dell’integrazione con Fitbit, che è forse l’aspetto che più ci interessa.

FitStar è stata acquisita da Fitbit nel maggio 2015, quindi c’è una “buona integrazione” e gli allenamenti registrati da FitStar vengono sincronizzati direttamente su Fitbit. Dico “buona” perché alla fine nel riepilogo dell’allenamento non viene tenuto conto dell’andamento cardiaco, quindi le calorie registrate sono quelle del workout visualizzato su FitStar. Ma se c’è il battito cardiaco, non posso accontentarmi di una stima data dall’app: suppongo che questa pecionata (perdonate il georegionalismo) sia stata fatta per gli utenti Fitbit che non hanno un modello con lettore cardiaco. Ma quindi per non scontentare nessuno, togliamo una funzione a quelli che hanno pagato di più… Male male ragazzi.

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Su Blaze ci sono tre allenamenti su schermo, e Fitbit aveva promesso di aggiungerne altri con un futuro aggiornamento firmware che stiamo ancora aspettando. Insomma, questa tanto vantata integrazione sembra essersi arrestata ad uno stato primordiale.

FitStar è sicuramente un servizio interessante, ma non riceve spesso aggiornamenti di contenuto a parte qualche workout freestyle. Purtroppo il prezzo, a parte lo sconto che ebbi la fortuna di trovare, non è fra i più accessibili, considerando che il pagamento va fatto tutti insieme. Ad ogni modo, l’integrazione con Fitbit è decisamente sottosviluppata, cosa che per me è ingiustificabile dato che ormai è stata acquisito da più di un anno.

Il feedback dopo un esercizio e la dinamicità e flessibilità sono sicuramente i punti di forza di questo servizio, che tuttavia necessita sempre di una connessione internet, con gli svantaggi che ne convengono: non si può proprio usare ovunque ovunque, a meno che non lo usiate sul cellulare, il consumo di dati e di batteria.

Shally

Sabrina, detta Shally, studentessa fuorisede e aspirante interprete. Dopo il primo fitness tracker nel 2013 cambia stile di vita, interessandosi al mondo del fitness. Runner per caso, patita di sushi, avida lettrice sempre alla ricerca di qualcosa da imparare!

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