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Fitness…mentale?

Anno nuovo, vita nuova! E kg di buoni propositi, che probabilmente non vedranno l’alba di marzo.

Gennaio è il mese del boom delle iscrizioni in palestra, degli acquisti di strumentazione medievale per fare gli addominali, delle pillole magiche e dei beveroni che sanno di bleah.

Essere propositivi, fiduciosi e voler dare una svolta alla propria fit-vita sono i primi passi verso un effettivo cambiamento. Il problema è che per molti sono gli unici.

Un vero cambiamento avviene con tempo e con costanza, ponendosi degli obiettivi (fattibili!) e seguendo un piano di fitness non solo fisico, ma anche mentale.

Ovvero:

se volete avere dei risultati non solo dovete scegliere l’allenamento giusto, ma dovrete anche avere la mentalità giusta.

Di fitness mentale se ne parla da decenni, ci sono studi che dimostrano tutto e il contrario di tutto, mental coach e pseudo-psicologi da strapazzo. Senza entrare troppo nei campi della psicologia e della scienza mi piacerebbe riportare di seguito quello che concretamente serve per avere una mentalità fitness durante tutto l’anno.

Dai buoni propositi a buone prestazioni

Possiamo sviscerare (e ovviamente semplificare) il fitness mentale in tre parole chiave:

  • Concentrazione – ha una duplice valenza: mantenere la mente attiva e partecipe durante gli allenamenti stando attenti all’esecuzione dei movimenti aumenterà le proprie prestazioni. Ma nel caso di sport in cui c’è un avversario da affrontare, stare attenti anche a quanto viene eseguito dagli altri permette di avere sotto controllo la peggior gara della stagione (in termini di stress);
  • Miglioramento – concentrarsi sugli esercizi permette di migliorarsi velocemente. Il miglioramento è il primo step per guardare in avanti, senza fermarsi a rimuginare su quello che (per ora) non si riesce a fare. Avere un atteggiamento mentale che punta al continuo miglioramento tiene a bada quella vocina sabotatrice a cui spesso si dà troppo peso;
  • Consapevolezza – sapere i propri punti di forza e difetti permette di programmare allenamenti mirati, ma evita anche di cadere nel buco nero della disperazione e del “non migliorerò mai“.

Questi tre concetti si sviluppano con tecniche specifiche, ma sicuramente ci sono piccoli stratagemmi applicabili tutti i giorni in maniera autonoma:

  • mettersi alla prova – le tecniche scritte sui libri sono senz’altro utili, ma le migliori soddisfazioni si hanno solitamente quando si riescono ad affrontare le prove che la vita mette davanti. Più sono difficili e più saranno le soddisfazioni derivanti dalla buona riuscita. Un “trucco” è proprio questo: darsi piccoli, ma ambiziosi, obiettivi e fare di tutto per raggiungerli. Alcuni esempi: correre 10 km, abbattere un tempo, sollevare un certo numero di kg, allenarsi almeno 3 volte a settimana ecc. Riuscire in una sfida rende orgogliosi, dà la carica per andare avanti e aumenta la fiducia generale nelle proprie capacità;
  • essere ottimisti – eh già! Mi spiace per tutto il partito del ‘bicchiere mezzo vuoto’ ma da qui non si scappa. Durante ogni allenamento si ha a che fare con la fatica, e ci sarà sempre (o quasi) quell’esatto momento in cui partirà il coro dei “non ce la faccio“. Questo piccolo momento di crisi è in realtà generato fisiologicamente da alcuni “campanelli d’allarme” che avvisano che l’organismo è in pericolo, il carburante sta finendo e che in nome della sopravvivenza dovete fermarvi! Ok, avete capito? Sono campanelli primordiali che solitamente non indicano che da qui a 30 secondi stramazzerete al suolo, ma che, in condizioni molto avverse, è il caso di stare attenti. Nella vostra palestra/casa non dovrete temere per qualche leone nascosto tra l’erba, fatevi forza e finite l’allenamento. Caricatevi con frasi positive, eliminate il NON dai vostri pensieri (NON ce la faccio -> ce la faccio!!!) e vedrete che l’energia tornerà a darvi una mano. Alla fine datevi una bella pacca sulla spalla, ve lo meritate.
  • controllare le emozioni distruttive con un atteggiamento vincente – immaginate voi e la vostra mente su due corsie parallele. Voi siete voi e la mente è Usain Bolt. Quando lo starter spara la mente parte a razzo e i pensieri vi riempiono la testa, mentre ancora non vedete la fine del traguardo. In parole povere: pensate troppo (e non vantatevene!). Non permettete alla vostra mente di spaziare tra i vostri ricordi in questi momenti e tirarvi fuori quella stupida frase di vostra cugina di quinto grado, detta a Natale di sei anni fa, quando eravate un po’ in carne! Per chiunque sia poco sicuro di sé, per niente ottimista e poco concentrato, questo è il momento peggiore per tirare fuori tutti gli scheletri dall’armadio. Non fatelo! State concentrati sull’obiettivo.

Vi lascio infine un’infografica molto carina.

Se siete interessati a metodologie di fitness mentale più articolate, e con persone qualificate, di seguito vi lascio un tipico esempio di percorso con un coach esperto:

  1. Formulazione degli obiettivi (goal setting)
  2. focalizzazione dell’attenzione (focusing)
  3. abilità immaginativa (imagery)
  4. linguaggio interno (self talk)
  5. stop ai pensieri negativi (thought stopping)
  6. rituali
  7. rilassamento

Maggiori info le potete infine trovare qui e qui.

 

SabrinaF

Dal 2013 ha sviluppato un forte interesse per il mondo del fitness e trae il massimo dei benefici dagli allenamenti casalinghi. La tecnologia le permette di affrontare sempre nuove sfide, ma anche di monitorare i suoi progressi.Il suo motto: “Perché le cose o si fanno bene, o non si fanno” ;)

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