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Fitbit Ionic: cavallo-cavallo-tigre-tigre

C’è un’espressione cinese che significa “così e così” o “più o meno”, ed è precisamente la parola che è apparsa nella mia mente quando ho finito di leggere le specifiche del nuovo Fitbit Ionic. Questa espressione è curiosa, perché letteralmente tradotta vuol dire “cavallo-cavallo-tigre-tigre”. 馬馬虎虎, ed ora vi spiego perché la trovo adeguata al nuovo Fitbit Ionic.

Il design ricorda un erede del Blaze, ovvero schermo a colori con touch e tre tasti laterali, e del Surge… Ovvero un deltaplano. Io ho un polso relativamente sottile ma non minuscolo, eppure su di me sarebbe enorme e ingombrante nonostante lo schermo sia leggermente curvo, in modo da adattarsi meglio al braccio. Qui casca il primo asino, ovvero le dimensioni: qualsiasi smartwatch che si rispetti offre delle scelte per le dimensioni della cassa, tipo come fa l’Apple Watch.
Ad essere onesta al 100%, questa considerazione non l’avrei mai fatta qualche anno fa, ma Fitbit si sta lanciando ora nel mercato degli smartwatch e deve fare i conti con dei colossi non da poco.

Altro aspetto con cui deve fare i conti è il fatto di aver scelto di avere un sistema operativo proprietario, che secondo me gambizzerà Fitbit alla lunga. Perché? Beh, intanto perché questo Fitbit OS è un Pebble OS riciclato (non scordiamoci di come è andata per Pebble infatti) con sopra schiaffati gli esercizi su schermo di Fitstar (che ora si chiamerà Fitbit Coach). Do something of your own already, Fitbit… e siamo al secondo asino.

Finisco di spiegarvi una cosa e da qui riprendo la mia introduzione, abbiate pazienza un attimino. Qui cascano tutti gli asini del mondo. A me va bene tutto, ma… Uno smartwatch che non mi fa interagire con le notifiche? Cioè allora mi sarei tenuta il Blaze. Sì, va bene, l’Ionic ha il GPS integrato ed è resistente all’acqua fino a 50 metri, ma io che nuoto a malapena d’estate al mare che me ne faccio? Per tenerlo mentre sono in doccia, vedendo le notifiche alle quali non posso rispondere? Grande mossa, Fitbit. Complimenti!

Ed ora vi spiego perché questo Ionic mi perplime immensamente. È sostanzialmente un Blaze migliorato con un sistema operativo proprietario che al momento avrà quattro app e permette i pagamenti tramite NFC. Anche questo era previsibile, ricordate quando Fitbit acquisì Coin, la piattaforma per pagamenti cardless? Ma torniamo a noi: se poco poco qualche altra persona ragiona come me e non fa il passaggio, tenendo conto anche del fatto che le vendite di Fitbit sono in calo, io la vedo male… Perché un Blaze che va sott’acqua, ha il GPS integrato e permette i pagamenti NFC non vale altri 150€ per la stragrande maggioranza delle persone. Ecco perché secondo me questo Fitbit OS ha poco futuro, perlomeno sul mercato italiano (anche perché due delle quattro app incluse sono Pandora e Starbucks, insomma…).

Ma ci sono anche delle cose positive: ad esempio la funzione che permette di rilevare automaticamente quando ci fermiamo e riprendiamo durante una corsa, il sensore che rileva la quantità di ossigeno nel sangue (SPo2, che non si sa se e come sarà integrata nell’app), la possibilità di salvare la musica su Ionic (qualcuno ha detto TomTom?), la batteria dalla presunta durata di 4 giorni/10 ore con uso continuativo di GPS, il che sarebbe già interessante.

Ma Fitbit si trova a fare concorrenza a giganti software come iOS e Android, per l’utente più di tutti i giorni o comunque non podista specializzato. Per la fascia di mercato “podista hardcore”, invece, si trova a fare concorrenza a Garmin. Insomma, non ha molto spazio né sul gran mercato né su quello di nicchia. Ecco perché la vedo malino, per uno smartw… No, io mi rifiuto di chiamare “smartwatch” un coso che neanche mi fa rispondere alle notifiche. Dicevo, la vedo malino per l’Ionic e per la crescita di Fitbit OS.

Ricapitoliamo quindi: a me non pare niente di nuovo. Design abbastanza riciclato da Surge e Blaze messi assieme, resistenza all’acqua (Flex 2), GPS integrato (Surge), Fitbit Coach (ovvero Fitstar, che c’era già con allenamenti su schermo su Blaze), funzioni come la respirazione guidata e le fasi del sonno (Charge 2 e Alta HR), possibilità di salvare la musica e ascoltarla su dispositivo (forse l’unica vera novità, ma qualcosa che comunque ha già TomTom) e Fitbit OS (riciclato da Pebble OS…).

Insomma, a livello hardware non vedo novità, e Fitbit sta puntando assolutamente tutto sulla parte software.

Ma non ha dato la possibilità di rispondere alle notifiche.

Sono perplessa. Non capisco se questo dispositivo è un cavallo o una tigre. Niente contro i cavalli eh, ma non sono ganzi come una tigre. Come dovrebbe esserlo uno smartwatch degno di questo nome, uscito a metà 2017 e prodotto dall’azienda leader a livello mondiale per i dispositivi indossabili fitness. Ad ogni modo, il nuovo Ionic è disponibile per il preordine sul sito Fitbit. Le prime spedizioni avverano ad ottobre e parte da un prezzo di 349,99€.

Shally

Sabrina, detta Shally, studentessa fuorisede e aspirante interprete. Dopo il primo fitness tracker nel 2013 cambia stile di vita, interessandosi al mondo del fitness. Runner per caso, patita di sushi, avida lettrice sempre alla ricerca di qualcosa da imparare!

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