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Fitbit Charge 2: forse il migliore finora [recensione] [aggiornato]

Dopo un periodo di Blaze (qui la mia recensione) ho deciso di fare il passaggio al Charge 2. Definito da Wareable “un ottimo successore del Charge HR, ma ancora da migliorare” e “il miglior Fitbit del gruppo” da CNET, questo tracker è decisamente interessante.

Il nuovo modello di casa Fitbit è sostanzialmente una versione potenziata del Charge HR, più sottile ed elegante e personalizzabile a livello di cinturini e di quadranti.

Vale la pena fare il passaggio per chi ha un Charge HR? Solo se volete un monitoraggio cardiaco più approfondito e uno schermo più grande per vedere i vostri risultati. Se tenete conto anche dell’estetica, aggiungete anche questo fattore.

Perché ho fatto il passaggio: vedendo che non sfruttavo tutte le potenzialità del Blaze, ma specialmente tenendo in considerazione le due nuove funzioni “chiave” del Charge 2, ho deciso di cambiare. Inoltre l’ho trovato a un prezzaccio e volevo un fitness tracker più piccolino.

A chi lo consiglierei: allo sportivo di tutti i giorni, che fa diversi tipi di attività, e vuole migliorare il proprio livello di salute cardiaca. Sicuramente è ottimo per chi va in palestra o si allena a casa, o per chi vuole un tracker discreto e personalizzabile. Per i runner che escono comunque con il cellulare potrebbe essere un’ottima scelta.

A chi non lo consiglierei: ai podisti hardcore che corrono senza telefono (ma come fate, ma chi ve ce manda), ai ciclisti e ai nuotatori… o semplicemente a coloro che vogliono un compromesso fra fitness band e smartwatch, con una marea di notifiche visualizzabili direttamente sul proprio polso.

Pro:
– Schermo OLED più grande
– Monitoraggio cardiaco 24/7 + livello di attività aerobica
– Respirazione guidata
– Opzione per allenamento a intervalli
– Cinturini intercambiabili
– Design sottile e leggerezza
– Batteria da 5 giorni
– Promemoria di attività

Contro:
Non è impermeabile
– Mancano il GPS integrato e il controllo della musica; GPS condiviso poco preciso
– Scorrimento del menù unidirezionale
– Un solo tasto fisico
– Allenamento ad intervalli poco personalizzabile

E ora si comincia.

Il nuovo arrivato

Specifiche tecniche

  • Display OLED con riconoscimento tattile (tap display)
  • Altimetro e accelerometro 3 assi
  • Sensore cardiaco ottico PurePulse a monitoraggio continuo; ogni secondo durante attività, ogni 5 secondi durante la giornata
  • Connettività: Bluetooth 4.0
  • Memoria: 7 giorni minuto per minuto; 30 giorni riepilogo giornata
  • Resistente a pioggia, sudore e schizzi; non impermeabile
  • Batteria: fino a 5 giorni di uso continuativo; tempo di ricarica (ciclo pieno): 2 ore
  • Peso (con cinturino taglia L): 35 grammi

Unboxing
Come per gli ultimi modelli di casa Fitbit, il packaging è estremamente minimal. La scatola contiene il Charge 2, delle brevissime istruzioni per il setup e il cavo di ricarica del tracker. La cosa tutto sommato non mi dispiace, dato che molti prodotti hanno scatole ingombranti e piene di materiale non necessario.

Estetica
Il Charge 2 si configura come il naturale successore del Charge HR, che infatti non è più in produzione. Rispetto al suo predecessore, ha uno schermo più grande e i cinturini intercambiabili. Le dimensioni sono più o meno le stesse, mentre il peso è veramente iniquo: parliamo di 35 grammi con tutto il cinturino. Il cinturino base in silicone è flessibile, leggero e resistente. Come al solito ho preso un cinturino taglia L, che tengo allacciato all’ultimo foro, ma ho in programma di prenderne altri in taglia S. Rispetto al Surge non c’è paragone, rispetto al Blaze questo è più fitness band che orologio. La funzione di visualizzazione di data e ora è comunque presente, ma chi preferisce lo stile orologio/smartwatch dovrebbe orientarsi sul Blaze.

Schermo e menù di navigazione
Lo schermo del Charge 2 è di tipo OLED in bianco e nero. È possibile personalizzare il quadrante e l’ordine di visualizzazione delle varie statistiche giornaliere, ma una cosa che mi disturba molto è il poter scorrere solamente in avanti nel menù, e non anche indietro come ad esempio nel Blaze o nel Surge. Essendomi abituata allo schermo a colori del Blaze, devo dire che non mi sarebbe dispiaciuto anche su questo modello, ma non ne sento la mancanza e non lo trovo necessario. Va da sé che ho già ordinato le pellicole, onde evitare graffi e segnacci vari ed eventuali sullo schermo. Sul lato sinistro dello schermo c’è solo un bottone fisico, come nel Charge HR ma a differenza sia del Surge che del Blaze. Non è possibile regolare la luminosità del display, a differenza del Blaze.

Batteria
La batteria dura 5 giorni pieni in uso costante, con poche notifiche e delle sessioni di respirazione guidata una o due volte al giorno. Una cosa che ho notato è che queste, dopo l’ultimo aggiornamento, consumano più batteria: questo perché ogni volta che dobbiamo inspirare ed espirare il Charge 2 vibra, mentre prima era necessario seguire solo le animazioni sullo schermo e non c’era la vibrazione.
Con l’ultimo aggiornamento firmware è possibile aggiungere la visualizzazione del livello di batteria in una delle schermate del menù. Il tempo di ricarica per un ciclo pieno dura 2 ore, meno se il Charge non è completamente scarico. Evitate di caricare il Charge 2 se non è necessario, ovvero quando si arriva a fine ciclo della batteria, perché facendo tante piccole “micro cariche” rischiate di viziarne la batteria.

[aggiornamento 12/1/2017]

Ho rilevato un bug, per il quale una volta riavviato il tracker la batteria crolla a picco intorno al 20%. Non sono l’unica ad aver trovato questo problema, Fitbit è a conoscenza di ciò, speriamo che sia solamente una questione di software.

[aggiornamento 29/3/2017]

Fitbit non ha ancora rilasciato un aggiornamento per risolvere il problema della batteria dopo il riavvio.

Caricabatterie
Il caricatore del Charge 2 è strano. Si “pinza” ai lati del tracker e ci sono dei “dentini” che vanno in corrispondenza del chip di ricarica. Il cavo è abbastanza corto, penso perché è stato progettato per essere usato tramite porta USB del computer. Tuttavia è anche molto stabile, al contrario ad esempio dei cavi del Charge HR o del Surge. Devo dire che, rispetto al cavo del Surge e del Blaze, è poco “portatile”: io infatti mi portò sempre il cavo in borsa, perché non so mai quando potrebbe scaricarsi il tracker e non sia mai che perdo dei passi 😉

Notifiche
Qui per molti casca l’asino. Sono disponibili soltanto le tre notifiche base: chiamata, sms e calendario per iOS. Per Android, invece che gli sms, si può impostare la visualizzazione dei messaggi WhatsApp o Hangout (ma solo uno di questi a scelta). Per gli sms, potete decidere se impostare la visualizzazione sia di parte del contenuto che del mittente sia soltanto del mittente. A me la cosa va benissimo, perché anche dopo il mega aggiornamento del Blaze (che a momenti permetteva di ricevere anche le notifiche del telefono degli altri) io non usavo comunque le notifiche in stile smartwatch. Come ho già scritto, mi scoccia infinitamente avere sia il telefono che il Fitbit che vibrano per la stessa notifica. Quando mi alleno non ho il bisogno impellente di essere connessa e solitamente posso controllare abbastanza regolarmente il telefono. Come ho scritto all’inizio, questo modello in questo caso non sarà adatto a tutti coloro che vogliono invece un ibrido fra smartwatch e fitness tracker. A differenza degli altri modelli, quando riceviamo una chiamata e premiamo il pulsante sul lato sinistro dello schermo l’unico effetto che otterremo sarà quello di far smettere di vibrare il Fitbit. La vibrazione durante la chiamata è inoltre un po’ corta persino per i miei gusti, figuriamoci per chi addirittura farebbe affidamento sulle notifiche quotidianamente. Per quanto riguarda la visualizzazione degli sms, una volta ricevuta la notifica se non la vediamo in tempo questa sparirà e non sarà possibile recuperarla da nessun’altra parte se non direttamente dal cellulare. Devo dire che a me la cosa non tange, perché sapevo che questo non è uno smartwatch. Dopo l’ultimo aggiornamento è stata anche introdotta la possibilità di silenziare le notifiche direttamente da Charge 2.

Precisione: passi

Come per i tre modelli precedenti, io non noto particolari maggiorazioni sui passi. Al contrario ho notato che se faccio 50 o meno passi di fila questi ultimi vengono dimezzati o non ne viene contato almeno 1/3. Ho riscontrato qualche passo in più soltanto dopo un viaggio in macchina sulla Cassia bis (chi l’ha presa sa di cosa parlo) o zone di Roma particolarmente disastrate… Nulla superiore ai 300/350 passi. Non vado in moto e sui mezzi pubblici non ho ancora riscontrato l’aumento esagerato di passi che hanno riportato altri utenti. Ad ogni modo è possibile impostare che si tiene sul braccio principale o no, io per calcolare in difetto ho impostato che lo tengo al braccio principale anche se lo tengo sul braccio che uso di meno, quello sinistro. Attenzione a impostare correttamente la propria altezza e peso, in modo da rendere le stime circa la distanza percorsa il più precise possibile. Con il Charge 2 oltre ad impostare su quale polso si tiene il tracker è stata aggiunta un’opzione per specificare qual è la mano dominante, se la destra o la sinistra. Questo dovrebbe migliorare ulteriormente l’accuratezza delle rilevazioni.

Misurazione cardiaca 

Quando siamo a riposo il sensore LED PurePulse prende una misurazione ogni 5 secondi, mentre stiamo facendo attività invece ogni secondo. Sia il Charge HR che il Surge che il Blaze  tendevano a perdere la misurazione quando sudavo abbondantemente (correndo), il Charge 2 purtroppo ha confermato questa tendenza. Perché a me non disturba particolarmente questa cosa? Perché so che questo non è un apparecchio medico, quindi ci sta che non tenga la misurazione perfettamente anche in un bagno di sudore mentre sto correndo o mi sto allenando. C’è chi dice che non è precisa, nello specifico che va a ribasso. Io ho fatto la prova con la fascia cardio Runtastic, la differenza era effettivamente in negativo ma di 1 o 2 battiti al minuto. Come specificato da Fitbit, pur non essendo un dispositivo medico, tramite uso prolungato è possibile tracciare una panoramica di come si comporta il nostro cuore durante le situazioni di stress, quando facciamo sport, a riposo ecc. Dopo un paio di ricoveri, ho anche fatto il confronto con un ECG a riposo in ospedale, e lo scarto era sempre di 1 o 2 battiti al minuto. Direi che possiamo ritenerci soddisfatti.

GPS condiviso

Così come il Blaze, anche il Charge 2 non ha il GPS integrato, ma che si aggancia a quello dello smartphone e sfrutta quello. Per me non è un problema, dato che non devo correre lunghe distanze. Portandomi dietro il telefono o comunque un’altra cosa per la musica, a me non importa il fatto che non ci sia il GPS integrato. Come dicevo prima però i podisti veri e propri, quelli che magari non si portano dietro il telefono per sentire la musica (ripeto, ma come fate), potrebbero sentire la mancanza del GPS integrato. Una cosa importante da fare, per avere il massimo dell’accuratezza nelle misurazioni, è quella di disattivare il Wi-Fi quando avviamo un allenamento con GPS 

[aggiornamento 29/3/2017]

Avendo sempre usato un iPhone 6S Plus, la vera fregatura arriva adesso. Ho fatto il cambio con un Nexus 6P, e il GPS condiviso è penoso. Infatti anche il mio indice di VO2 max ne risente, perché contando regolarmente dai 100 ai 300 metri in meno sulle corse risulto ancora più lenta di quanto già non sia. La misurazione di controllo l’ho effettuata con MapMyRun, che utilizza a sua volta il GPS del telefono. Molti utenti stanno avendo lo stesso problema, ma Fitbit non si sta rivelando all’altezza in questo caso, suggerendo che sia un problema del cellulare (guarda caso, abbiamo tutti i telefoni non funzionanti…).

Sonno e sveglia

Come ho già scritto, come per gli altri modelli anche il Charge 2 ha l’enorme vantaggio di non dover avviare la modalità sonno manualmente: in base al proprio battito cardiaco e all’assenza di movimento capisce da solo quando ci siamo addormentati. Chiunque abbia già dormito con un orologio dal quadrante di media dimensione non dovrebbe avere problemi a dormire con questo. Le rilevazioni mi sembrano abbastanza accurate, anche se un paio di volte non ha rilevato qualche camminata notturna (sono sonnambula) che, seppur breve, dovrebbe avere qualche impatto a livello di passi e nel grafico del sonno… Altre volte invece ha rilevato benissimo le mie passeggiate al chiaro di luna, per mia estrema ilarità. La sveglia è ottima, vibra all’ora preimpostata ed è una vibrazione abbastanza vigorosa, ad esempio se ho il polso appoggiato al letto trema tutto. C’è da dire che ormai non sono più abituata a sentire la sveglia “sonora”, la vibrazione è molto più silenziosa e mi fa venire meno voglia di compiere un omicidio al risveglio. Rimane la comodissima possibilità di attivare e disattivare le sveglie già preimpostate semplicemente facendo un tap, direttamente da Charge 2. Mettiamo per esempio che io domani non mi debba alzare alle 6:15 come gli altri giorni, mi basterà andare nella sezione “sveglia”, fare tap sul display finché non appare quella che mi interessa, tenere premuto il pulsante a sinistra e questa verrà disattivata. A differenza del Blaze e del Surge, qui non c’è la possibilità di rimandare una sveglia: quando la vibrazione del Charge 2 finisce scatta automaticamente lo snooze dopo 9 minuti a meno che non premiamo il tasto fisico. Diciamo che questo si potrebbe migliorare.

[aggiornamento 29/3/2017]

A breve in arrivo per Charge 2 anche gli Sleep Stages, ovvero il grafico delle fasi del sonno che mostrano quanto tempo trascorriamo in fase di sonno leggero, profondo e REM. Il rollout è iniziato a fine marzo, dato che Fitbit aveva annunciato che questa nuova funzione sarebbe arrivata per tutti i possessori di Blaze Charge 2 entro la fine del mese, ma molti utenti hanno soltanto ricevuto la notifica della nuova funzione mentre il grafico del sonno rimane sempre uguale. Attendiamo ancora.

Uso in acqua/resistenza al sudore

Ragazzi non so come fate voialtri a farvi doccia, piscina, bagno e sauna col Charge HR, io non me la sono mai sentita di provare. Il Surge non reggeva l’acqua (grazie al caro Alessandro che ci si tuffò in piscina con molta convinzione per aver verificato la mia ipotesi), non ho mai voluto provare col Blaze e sono sicura che il Charge 2 reagirebbe altrettanto male, quindi evitate situazioni con alte percentuali di umidità, così come le immersioni in acqua.  Il sudore in palestra non ha mai creato problemi, idem un po’ di schizzi d’acqua da quando si lavano le mani o i piatti. In ogni caso evitate le immersioni se tenete al vostro Fitbit.  A livello strettamente igienico, pulite sempre bene il cinturino dopo un allenamento: il sudore comunque si accumula e si secca sul cinturino. Ray di DC Rainmaker dice di aver sempre fatto la doccia sia col Charge HR che con il Charge 2, ma non sono altrettanto coraggiosa, quindi se volete qui trovate la sua testimonianza in merito.

Modalità allenamento

Come per gli altri Fitbit che ho provato, è possibile impostare fino a sette shortcut per l’allenamento direttamente avviabili dallo schermo. Per la corsa e per la camminata verrà richiesto il GPS integrato, ma la novità sta in realtà nell’allenamento a intervalli. Questo ci permette di impostare degli intervalli predefiniti, lo scadere dei quali viene segnalato da una vibrazione al polso, che ci ricorda di cambiare intensità di allenamento. Le opzioni sono tuttavia limitate a due set di timer. Per il resto, non ci sono grossi cambiamenti rispetto a ciò che già conosciamo.

Funzioni in meno: conto alla rovescia e controllo della musica

Al contrario del Surge e del Blaze, qui non ci sono né il controllo della musica direttamente dal Fitbit né il conto alla rovescia, che io usavo ogni tanto per ricordarmi di scolare la pasta. Sinceramente sono funzioni delle quali non sento la mancanza, ma mi rendo conto che questa è una questione personale.

Funzioni in più: Cardio Fitness (punteggio di salute cardiaca) e Relax (respirazione guidata)

Queste sono state le due motivazioni principali per le quali ho deciso di fare il passaggio. Il Blaze è un ottimo dispositivo del quale sono stata molto contenta, ma era più uno smartwatch che un fitness tracker, specialmente dopo l’ultimo aggiornamento firmware che aggiungeva enne mila notifiche da app di terze parti. La funzione principale che mi interessava era infatti il punteggio di salute cardiaca. Come possiamo leggere nell’app Fitbit, questa funzione è un’esclusiva del Charge 2. Grazie a una combinazione hardware e software, si calcola il rapporto tra l’IMC (Indice di Massa Corporea o BMI in inglese) e la frequenza cardiaca a riposo (FCR o RHR in inglese), confrontandola poi con i valori medi per il proprio genere e fascia d’età (di altri utenti Fitbit). Per aumentarne ulteriormente la precisione, è consigliabile trovare un terreno piano sul quale correre per una decina di minuti a una velocità moderata utilizzando il GPS condiviso. La cosa interessante di questi valori è che finalmente c’è un altro obiettivo di allenamento oltre ai passi o alla perdita di peso fine a se stessa: l’allenamento ha infatti un impatto sul miglioramento della salute cardiovascolare, nello specifico aumento il valore VO2 massimo. Questo valore rappresenta la quantità massima di ossigeno di cui il corpo può disporre durante l’allenamento. Queste informazioni sono leggermente nascoste nella sezione cardiaca dell’app: una volta aperto il pannello del cuore, è necessario scorrere verso destra e aprire a schermo intero per visualizza
rle.

[aggiornamento 29/3/2017]

Come scrivevo sopra per il GPS condiviso, se quest’ultimo non è preciso il punteggio VO2 max non sarà attendibile per quanto riguarda le attività cardio che lo sfruttano. Onestamente sono abbastanza delusa da questa cosa, perché mi sembra di non poter sfruttare appieno tutto ciò che il Fitbit mi offre.

La seconda funzione che mi interessa – ma che non ho mai ritenuto essenziale – è invece la respirazione guidata. Funziona così: basandosi sul monitoraggio cardiaco in tempo reale, dopo aver fatto qualche respirone profondo il Charge 2 inizierà a dirci quando inspirare e quando espirare. Inizialmente era necessario tenere gli occhi aperti e seguire il movimento del cerchietto sullo schermo, mentre ora con l’ultimo aggiornamento il Charge vibra ricordandoci di inspirare ed espirare, permettendo quindi di rilassarci anche ad occhi chiusi. Devo dire che la storia dei cerchietti era quasi ipnotizzante, ma anche fare la sessione a occhi chiusi non è male. Questo è senz’altro segnale evidente del trend che si sta sviluppando nel mondo degli indossabili, la cosiddetta “mindfulness“, altresì nota come dattenacalmatachestaiadumila a Roma. Sono presenti due modalità, una da 2 e una da 5 minuti. Io le ho provate entrambe e devo dire di averne tratto beneficio, sia durante la giornata (in ufficio dopo mezzo litro di caffè americano, avevo i battiti a 95 da seduta) sia la sera prima di andare a dormire. In entrambi i casi i battiti si sono abbassati notevolmente (tornando a 60 circa) e io mi sono sentita molto rilassata. Fitbit sostiene che i benefici di questi piccoli attimi di meditazione (respirazione ritmata) siano un abbassamento del battito cardiaco e conseguentemente della pressione arteriosa, una
diminuzione dello stress e dell’ansia. Una cosa che però mi ha lasciata molto perplessa è il fatto che queste sessioni non vengano registrate da nessuna parte nel pannello dell’app Fitbit. Ricordandosi di quando sono state fatte, è possibile andare a cercare un abbassamento della frequenza cardiaca nel pannello del cuore, ma altrimenti non si vede nulla… Speriamo in un aggiornamento software specifico per questo.

Promemomoria di attività

Come ormai introdotto su Alta e Blaze, anche su Charge 2 ci sono i promemoria di attività. Questo significa che ogni ora dovremo fare 250 passi, per spezzare la sedentarietà e mantenerci in movimento durante la giornata, magari in ufficio. Se non abbiamo ancora raggiunto i 250 passi per l’ora, il Charge 2 vibrerà ricordandoci quanti passi ci mancano. Questa informazione si visualizza anche sullo schermo: nel caso ne manchino ancora, si vedranno i passi già effettuati. Nel caso siano già stati fatti i 250 passi per l’ora corrente, sarà visualizzata la barra di progressione giornaliera sul totale delle ore in cui abbiamo fatto 250 passi o più. Una riflessione personale, che non ha nulla a che fare con il Charge 2 in sé: capisco il muoversi ogni ora, ma 250 passi non hanno molto senso. Questo perché, se stimiamo che in 24 ore se ne dormano 8, ce ne rimangono 16. Mettiamo di poter camminare ognuna di quelle 16 ore, almeno per quei 250 passi. Questo ci porterebbe a un totale di 4000 passi, ben lontani dai 10000 da raggiungere come quota minima. Al momento non è possibile personalizzare la quota oraria di passi da raggiungere, ma spero che aggiungano presto questa opzione.

 

Fitbit Charge 2

159,99
Fitbit Charge 2
8.7

Design

9.0/10

Utilizzo

9.0/10

Qualità costruttiva

9.5/10

Batteria

9.0/10

Prezzo

7.0/10

Pros

  • Cardio fitness + respirazione guidata
  • Design
  • Batteria
  • Cinturini intercambiabili
  • Versatilità

Cons

  • Non impermeabile
  • Un solo tasto fisico
  • Scorrimento unilaterale schermate
  • GPS condiviso poco preciso
Shally

Sabrina, detta Shally, studentessa fuorisede e aspirante interprete. Dopo il primo fitness tracker nel 2013 cambia stile di vita, interessandosi al mondo del fitness. Runner per caso, patita di sushi, avida lettrice sempre alla ricerca di qualcosa da imparare!

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