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Diario alimentare: è davvero così utile?

Alzi la mano chi non ha mai usato MyFitnessPal.

Per i (credo) pochi di voi che non hanno mai avuto a che fare con questa app riassumo moltissimo le sue caratteristiche dicendovi che serve per tracciare il proprio regime alimentare e gli allenamenti.

Soprattutto per chi ha una dieta controllata, non per forza con l’obiettivo di dimagrire, MyFitnessPal ha un database di prodotti infinito, e permette di gestire anche macro e micronutrienti, andando oltre il solo concetto di ‘caloria’.

Il contesto

Benché di fatto una persona senza patologie ingrassa se assume più calorie di quante ne consuma, e quindi si possa ricondurre il tutto a una mera differenza aritmetica, negli ultimi anni si è consolidato il concetto che non sempre 1 caloria equivale a…1 caloria!

Fonti alimentari differenti mettono in atto processi specifici nell’organismo, che a loro volta agiscono sul rilascio di determinati ormoni e così via. La risposta finale potrà essere quindi molto diversa a seconda di cosa è stato assunto, a parità di calorie. Ne è un esempio il fruttosio, che nel nostro organismo può essere trasformato in glucosio o attivare la lipogenesi (e quindi diventare accumulo di grassi). La scelta di una via piuttosto che dell’altra dipende da quanti e quali alimenti stiamo assumendo.

Da qui l’importanza sempre crescente di contare le percentuali di macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) – e talvolta anche dei micronutrienti, cioè sali minerali e vitamine – piuttosto che solo le calorie.

E’ in questo contesto che si inseriscono applicazioni che fanno da diario alimentare o conta calorie, di cui la più famosa è appunto MyFitnessPal.

Utilità e Pericoli

Sempre più persone si mettono ‘a dieta’, il mercato lo sa bene: basta cercare su qualsiasi mobile store per trovare app che fanno di tutto, contano calorie, macro, micro, grassi, belli, buoni, brutti e cattivi.

Ma sono davvero utili queste applicazioni? Inizialmente credo di sì, soprattutto per coloro che hanno una conoscenza dei concetti base di alimentazione molto limitata.

Sono applicazioni che:

  • aiutano a tenere a bada gli sgarri
  • aiutano a far capire dove si sbaglia
  • sono adattabili a tutti i tipi di dieta (ipocalorica, iperproteica, reverse diet…) poiché altamente personalizzabili
  • motivano attraverso obiettivi e traguardi
  • possono creare una comunità, se prevedono un forum/chat con altre persone nelle stesse “condizioni”

Tutti ottimi motivi per usarle quindi, se non fosse che secondo me hanno un’unica e grossa pecca: non cambiano la mentalità di chi le usa.

La maggior parte delle persone che usano queste applicazioni hanno infatti bisogno di linee guida per mangiare correttamente. Il problema è che il totale affidamento a questi strumenti non insegna loro come mangiare correttamente, e al primo alimento non presente nel database parte il panico.

Proprio questo tipo di esperienza è stato il motivo per cui né io, né Shally e Ilaria utilizziamo con continuità queste applicazioni: parlandone un po’ per caso è emerso che tutte e tre ci siamo trovate a un certo punto totalmente condizionate.

“Ero arrivata al punto che se non era scritto sull’app non potevo mangiarlo”

“Io mi segnavo tutto, in maniera quasi ossessiva”

Queste applicazioni non sempre sono la soluzione per chi vive il cibo con poca serenità. Anzi spesso peggiorano le condizioni di una mente già poco sana, che non sempre si riflette su un fisico troppo magro o troppo grasso. Non fraintendetemi, non sto dando del matto a destra e a manca: per me avere una mente sana significa avere coscienza delle proprie scelte, e soprattutto avere un rapporto con il cibo corretto, senza demonizzare né venerare nessun tipo di alimento.

 

Non si vuole di certo iniziare una crociata contro queste  applicazioni: sarebbe come accusare Facebook degli utenti molesti. Come sempre l’uso che ne fa la persona può rendere uno strumento utile o pericoloso.

Avere un’alimentazione bilanciata e aiutarsi anche attraverso la tecnologia è sicuramente una delle strade percorribili, ma bisogna stare attenti quando la situazione si ribalta e si passa da noi che controlliamo l’alimentazione a viceversa, ovvero il cibo che controlla noi.

Come poter quindi trovare il giusto compromesso?

  1. Un consiglio tanto semplice quanto banale è quello di “farvi l’occhio”: soprattutto all’inizio c’è la tentazione di pesare tutto, ma fatelo con attenzione, non guardate solo il numero scritto sulla bilancia. Noterete che tutto sommato si può ridurre tutto ‘a vista’. Ad esempio, se sulla confezione c’è scritto 500gr e dovete mangiare 150gr di verdura a pasto non c’è bisogno di pesarla, potete dividete la confezione per tre. Non sono 150gr precisi? Vero! Ma stiamo parlando di verdura: davvero credete che meno di 20gr di porzione in più a pasto possa rovinare tutto?
    In aiuto vengono anche cucchiai e bicchieri e tutti gli utensili della cucina.
  2. Abbandonate l’idea che è necessario avere tutto sotto controllo: rilassatevi e create il vostro range di alimenti che potete mangiare, ma soprattutto:
    • seguite i vostri gusti
    • seguite la stagionalità per variare i prodotti
    • aggiungete un pizzico di fantasia ai vostri piatti (Ilaria batte tutti qui nel team!)
  3. La prassi per me migliore? Ragionare a settimane, e non a giorni.
    Avrò un week end impegnativo? Eviterò di mangiare male in settimana.
    C’è qualcosa di questo week end impegnativo a cui posso rinunciare? La torta è la mia preferita, ma se negli antipasti c’è qualcosa di buono, ma che non mi fa impazzire, e magari pure ipercalorico, lo salto. Sembra tutto molto più semplice vero?

Se una volta esagerate: pazienza! Ragionate sempre da una visione più esterna, godetevi il momento, e ripartite da capo. Muovetevi, meglio ancora fate sport.

Avete sempre dubbi su cosa potete mangiare o non? Leggete, studiate, imparate a riconoscere i cibi sani da quelli meno sani. Non fatevi dire da un’applicazione cosa potete o non potete mangiare.

Le tre regole da non scordarsi mai sono:

usate il buon senso

ascoltate il vostro corpo

non fate girare tutta la vita attorno al cibo

e infine ricordate che il cibo è in primis nutrimento, serve per farvi godere le giornate appieno e per costruire un corpo sano e robusto.

La testimonianza di Shally

Correva la fine dell’estate 2014 ed ero appena rientrata da due meravigliose e goderecce settimane in Sicilia. Ovviamente m’ero magnata pure le conchiglie che trovavo sulla battigia, ma non mi pento di nulla. Abbronzata e ancora con il sapore delle arancine in bocca, mi guardo allo specchio: ero un cucciolo di capodoglio. Da lì mi rendo conto che era sempre stato così, non ero mai stata felice di guardarmi allo specchio, di pesarmi, di mettermi una maglia attillata. Ma quei 3 kg in due settimane mi avevano dato il colpo di grazia. Dopo una rassegna ossessivo-compulsiva sul web, decido di usare un’app come diario alimentare. E così inizia il mio calvario. Non mangiavo né bevevo nulla senza prima averlo pesato, averne controllato le calorie ed eventualmente aggiustato le dosi. Poi lo loggavo e solo dopo questa routine malsana mangiavo. Ma avevo il terrore delle calorie, e non sapevo dosarmi bene i macro e micronutrienti. Il mio giorno libero a settimana finiva per diventare un inno alla bulimia, nel senso che ingurgitavo tutto quello che avevo sognato durante la settimana e non avevo neanche il coraggio di loggare a fine giornata. Dopo 10 kg persi così mi sono stufata e ho lasciato perdere, cercando invece di concentrarmi sul mangiare cibi sani finché non mi sentissi sazia, facendo attenzione ai condimenti e agli alimenti più calorici.

La testimonianza di Ilaria

Personalmente sono sempre stata vittima dell’effetto yo yosono anche sempre stata molto sportiva, poi, qualche anno fa, in un periodo non troppo facile, tutto avevo in mente tranne che la forma fisica e di certo non ho posto attenzione né alla mia alimentazione né allo sport con la conseguenza di un fisico decisamente non più tonico ed appesantito; quando mi sono sentita meglio mi sono resa conto che dovevo tornare in forma ed ho scaricato un’applicazione che mi facesse da diario alimentare. Di sicuro inizialmente mi sembrava di riuscire a tenere sotto controllo quello che mangiavo ma, a lungo andare, era diventata una dipendenza, non finivo un pasto se non avevo inserito tutto nei minimi dettagli, era diventato stressante, per non parlare del fatto che cercavo di non sforare mai le calorie giornaliere, e non è un buon modo per vivere l’alimentazione. Ad un certo punto ho capito che non faceva per me, e che per alimentarsi bene non serve un’applicazione che mi dica quante calorie posso ancora permettermi, basta affidarsi a cibi sani, l’alimentazione non è matematica, basta avere un buon equilibrio.

SabrinaF

Dal 2013 ha sviluppato un forte interesse per il mondo del fitness e trae il massimo dei benefici dagli allenamenti casalinghi. La tecnologia le permette di affrontare sempre nuove sfide, ma anche di monitorare i suoi progressi.Il suo motto: “Perché le cose o si fanno bene, o non si fanno” ;)

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