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Corsa di coppia

Quest’anno ho corso per la prima volta insieme a mia moglie e non una corsa qualsiasi, così tanto per iniziare, ma la mezza maratona di Firenze! 21 e passa Km…

C’è da dire che la corsa di coppia, chissà perché, sembra non essere molto frequente.
I Runners sono “animali solitari”, che si alzano all’alba (o anche prima) e ogni giorno percorrono i propri Km pensando solo ai propri obiettivi, alle proprie gare, ai tempi da migliorare.

Correre con il proprio partner però ha diversi vantaggi: hai un supporto psicologico costante, hai una persona che in caso di bisogno può aiutarti e se necessario riportarti anche a casa e soprattutto hai la soddisfazione di concludere insieme un percorso breve, medio, lungo non importa. La soddisfazione è sempre la stessa.

Questa volta dicevo, mia moglie ed io abbiamo corso insieme per la prima volta.
Sono giorni che ci prepariamo: attenti a cosa mangiare, attenti a quali sforzi fare o non fare, come vestirsi, come alimentarsi durante la corsa… E’ stato molto bello guidarla giorno per giorno e vedere che si fidava (mi considera un runner esperto perché l’anno scorso ho corso la mia prima maratona ma la verità e che sono un principiante come tanti).

Ecco una supersintesi della giornata:

  • sveglia alle 6:30 e subito colazione con cereali e latte (poco e scremato, è un alimento non molto indicato per chi deve correre poco dopo)
  • doccia e spalmatona di crema anti irritazioni (all’ultima maratona sono tornato sanguinando… stavolta non mi frega!)
  • vestiti leggeri con pettorale spillato sulla maglietta (certo nel 2017 ancora con gli spilli da balia si appunto i pettorali?!? si, hanno inventato i magneti ma chi li ha usati mi ha detto che sono un po’ fastidiosi mentre corri)
  • alle 7:30 quando siamo usciti però faceva freddo!!! e quindi? soluzione “runner navigato”: saccone da spazzatura gigante con foro per testa e braccia per ripararsi dal freddo e poi gettarlo prima di partire in un cestino (sembravamo due clochard in cerca di un pasto caldo)  🙂
  • prima di partire ovviamente caffè e pipì
  • i primi 3 km scorrono lenti, piano piano, con tutti i muscoli ancora freddi. La prima cosa che pensi è: mamma mia ma riuscirò ad arrivare in fondo?! Guardo mia moglie e vedo la stessa espressione ma sarà un po’ l’incoscienza della prima gara in assoluto e vedo che in realtà lei vorrebbe andare più veloce! Bene dai, continuiamo così.
  • al 5 km siamo già al primo ristoro. Io subito dico a mia moglie cosa prendere: sali pochi, acqua poca, ripartiamo subito.
  • dal 5 al 10 km stiamo bene ma il sole inizia a farsi sentire (sono circa le 10:30) e quindi mi bagno costantemente con una bottiglietta d’acqua e faccio lo stesso con mia moglie. Funziona. Si abbassa la temperatura e continuiamo spediti. Il sole inizia a scaldare l’aria e ogni tratto in ombra diventa già importante per recuperare le energie.
  • al 10 km si arriva al secondo ristoro e qui ci divertiamo! Nell’ordine: mezza banana a testa, bicchiere completo di sali minerali e mezzo bicchiere d’acqua. Ci voleva proprio. Certo che ancora ce n’è di strada… mah, speriamo bene mi dice mia moglie, ho i battiti troppo alti (effettivamente 180 battiti al minuto sono un po’ altini…) e quindi rallentiamo. Inizio a chiacchierare, a scherzare, a salutare le persone sul percorso, giusto per distrarla da questa (giusta) sensazione, perché stavamo andando davvero piano e non potevamo rallentare ancora.
  • a forza di ridere e scherzare arriviamo al km 12,5 dove c’è il primo spugnaggio: “prendine due” le dico “una per strizzarla e bere quel poco d’acqua che c’è e l’altra per rinfrescarti”. Effettivamente la cosa ha funzionato. Ho visto che stava pian piano rifiorendo e il ristoro del 15 km non era lontano. Lungo la strada incontriamo Rosa, una runner che aveva già corso la maratona di New York l’anno scorso. Era un po’ affannata e quindi decidiamo di arrivare al traguardo insieme. I runner sono tutti solidali ma quelli delle retrovie lo sono ancora di più! Arrivare senza farsi male è l’unico vero obiettivo. Il tempo non conta.
  • arrivati al 15 km dico a mia moglie: “Mangia tutto! Abbuffati!” E allora vai di banane, thé, sali minerali, acqua. Alla fine le mani erano piene e i bicchieri da tenere erano davvero troppi! 🙂 Si riparte belli satolli ma iniziano ad arrivare i primi dolorini, i primi crampi e qualche dubbio riaffiora. A questo punto mi “sparo” l’arma segreta, il “gel”! Per chi non li conoscesse i “gel” sono degli integratori alimentari da utilizzare soprattutto durante lo sforzo fisico. Energia liquida li chiamo io. Bisogna stare attenti se non si sono mai presi perché hanno effetti lassativi e infatti con mia moglie ne facciamo uno a metà così da avere una spinta extra ma da non rischiare di doversi fermare per… forza maggiore  🙂
  • arrivati al 20 km io sono pieno di crampi e mia moglie vola! La devo quasi fermare per evitare che le vengano anche a lei i crampi e magari non riesca a concludere la gara per pochi metri. Sarebbe un vero peccato. A questo ultimo ristoro solo un po’ di thé e di sali minerali e poi via verso il traguardo.
  • ultimo km! C’è chi lo fa in scioltezza (mia moglie) e chi in sofferenza (io). E dire che ero io l’esperto… ah le donne, hanno sicuramente una marcia in più! Anche 2!

L’arrivo al traguardo è denso di emozioni e sensazioni ma la cosa più bella credo sia stato il percorso, le sfide affrontate e superate per oltre 2 ore (e molti giorni prima) che una coppia come tante può certamente superare.

Concludiamo con un sorriso (un po’ tirato a dire il vero vista la stanchezza…) la nostra prima corsa insieme, la mezza maratona di Firenze sani e salvi. Sembra che sarà la prima di una lunga serie… l’appetito vien mangiando… a risentirci alla prossima corsa di coppia!

Lorenzo Lombardo

Appassionato di tecnologia e professionista del marketing e della comunicazione ha provato molti sport, cimentandosi a livello agonistico anche in sport cosiddetti “minori” come il lancio del martello e il ping-pong. Vuole aiutare chiunque a raggiungere il proprio piccolo/grande obiettivo legato alla corsa, sia scrivendo di questo argomento sia correndo fianco a fianco, diventando un pacer. Gli piace considerare il suo motto un vecchio proverbio africano: “se vuoi andare veloce cammina da solo, se vuoi andare lontano cammina insieme agli altri”.

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