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Come funzionano i muscoli? – Le tipologie di fibre muscolari scheletriche

Eccoci, finalmente, con il secondo articolo della mini serie sui muscoli e il loro funzionamento! Questa volta verranno illustrati le fibre muscolari, il loro funzionamento e gli effetti di un allenamento che miri allo sviluppo muscolare.

Ricordo come sempre che anche se studio medicina, NON sono ancora medico, quindi come è giusto che sia per qualsiasi problema è bene rivolgersi al proprio medico curante!

Unità motrice

Un neurone fa contrarre un numero variabile di fibre muscolari (da qualche unità a qualche centinaio). E’ definita unità motrice l’insieme del neurone e delle cellule muscolari che contrae.

Quando un impulso nervoso arriva, tutte le fibre muscolari connesse allo stesso neurone si contraggono: al fine pratico questo significa che la forza di contrazione del muscolo è pari al numero di unità motrici che funzionano allo stesso tempo.

Più l’unità motrice è piccola ( poche fibre muscolari per un solo neurone) più il controllo del movimento sarà fine, come ad esempio per i muscoli degli occhi o delle mani. I muscoli che invece assicurano la postura o che devono essere più forti avranno unità motrici più grandi.

 

Tipi di fibre muscolari

L’attività muscolare si può misurare secondo forza e durata. Questi due parametri sono antagonisti:

più forza = meno durata

meno forza = più durata

Le fibre muscolari si possono dividere in due tipologie:

  • Fibre di tipo I: aerobiche, ricche di mitocondri (dove viene prodotta l’energia per la cellula). Queste fibre servono soprattutto per gli sforzi muscolari sostenuti, ad esempio nei muscoli posturali. Si tratta di fibre con un diametro piccolo.
  • Fibre di tipo II: si suddividono ulteriormente in tipi A e B
    • II B: si tratta di fibre anaerobiche, con pochi mitocondri. Hanno molto glicogeno* e permettono un attività molto rapida, intensa e di corta durata. Queste fibre si trovano in muscoli precisi come quelli di mani o occhi.
    • II A: fibre rapide simili alle B, ma con anche qualche caratteristica delle fibre di tipo I, si tratta quindi di fibre intermedie

È dimostrato che un’unità motrice contiene solo un tipo di fibre. Ciò dipende dal ritmo della stimolazione nervosa, che incide sulle proprietà fisiologiche delle cellule muscolari. Quindi ad esempio un maratoneta avrà delle unità motrici diverse da quelle di uno sprinter.

 

*Glicogeno = si tratta della nostra riserva energetica glucidica. Si trova principalmente nel fegato e nei muscoli scheletrici.

 

Riassumiamo rapidamente tutto in questa tabella:

II fibre rapide
I fibre lente II A II B
Colore rosso intermedio bianco
Diametro + ++ +++
Capillarizzazione +++ +++ +
Mitocondri +++ +++ +
Velocità di contrazione + +++ +++
Fonte di ATP aerobica aerobica anaerobica
Glicogeno + ++ +++
Affaticabilità + ++ +++

 

Il colore della fibra (rossa o pallida) è dovuto al contenuto di mioglobina, che si occupa dello stoccaggio e del trasporto dell’ossigeno nella cellula muscolare. Le fibre rosse ne contengono molta:  infatti si tratta delle fibre lente che usano meccanismi aerobici ( in presenza di ossigeno) per produrre la loro energia.

Differenza di colorazione delle fibre muscolari percepibile al microscopio

Effetti dell’allenamento muscolare

  • Allenamento di resistenza: aumento della ricchezza in mitocondri delle fibre muscolari
  • Allenamento di forza, alterofilia: aumento della sintesi di miofilamenti e quindi del volume muscolare

Con l’allenamento giusto si può modificare il tipo di fibre nell’unità motrice, ma bisogna ricordare che ciò è anche in parte determinato da dei fattori ereditari. Inoltre nella stessa persona la composizione dei muscoli sarà differente: un muscolo posturale sarà sicuramente composto diversamente rispetto ai muscoli di una mano.

Alcuni tra di voi si potranno chiedere se è possibile aumentare il numero di fibre muscolari, ebbene la risposta è no. La quantità di fibre rimane più o meno uguale durante tutta la vita: l’allenamento serve solo ad aumentarne il volume e modificare il tipo di fibra verso uno più consono al tipo di lavoro che svolge il muscolo.

Nell’immagine seguenti potete vedere come la percentuale di fibre varia a dipendenza dell’attività (o non attività) che la persona pratica:

 

Per capirci meglio, vi aggiungo una foto che mostra i due estremi in fatto di muscolatura: due sprinter e due maratoneti! Si nota a colpo d’occhio come i prima abbiano muscoli molto sviluppati e dall’aria “potente” mentre i maratoneti sono super asciutti dato che i loro muscoli saranno formati da più unità motrici di tipo lento e resistente alla fatica.

 

In pratica se volete le ciapett di marmo (= lato B bello sodo e tonico) sarebbe meglio orientarsi verso un allenamento dove si sviluppa di più la forza che non la resistenza così da sviluppare principalmente le fibre di tipo veloce, abbinandolo poi ovviamente a qualche sessione di cardio per asciugare.

Per chi invece si sente un fondista provetto, meglio prediligere allenamenti di resistenza per abituare il muscolo a sforzi prolungati e quindi ad avere fibre lente e resistenti.

Siamo alla conclusione di questo articolo molto tecnico, ma che penso possa essere interessante per gli appassionati di fitness. Quindi, se vi rimane qualche domanda in testa dopo aver letto tutto ciò, non esitate a scrivercela nei commenti!

Veronica
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