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Ciò che conta NON è il peso

Suona la sveglia, aprite gli occhi ed ecco la prima cosa che pensate: è il momento.

Vi alzate, un po’ nervosi, pipì d’obbligo e siete pronti..o quasi.

Vi ripetete nella testa tutti quei discorsi dei giorni passati:

Non stavo poi così male vestita così

Non farti condizionare in questo modo

Quello che vedo ora non cambierà il resto della mia giornata

Finalmente vi decidete, il tempo stringe, non potete più rimandare perché poi c’è la colazione, la famiglia, il lavoro, il cellulare che già suona…con le mani sudate vi levate i vestiti e salite sulla bilancia, occhi rivolti altrove.

E aspettate.

Finché non appare un numero, che vi siete ripromessi che non vuol dire niente di più e niente di meno di un numero, ma che già sapete che se non è QUEL numero vi farà vacillare.

Aprite un occhio, guardate..e qui potete:

1 – Tirare un respiro di sollievo. Non è cambiato niente. Siete quasi delusi.

2 – Ballare la macarena sperando che i vicini non vi prendano per pazzi.

3 – Guardarsi allo specchio e chiedersi, nuovamente, perché.

Se appartenete al gruppo 1 e 3 (ma forse anche al 2…) sappiate che avete un problema.

Abbiamo un problema.

Si chiama numerofobia, e non penso troverete informazioni sui manuali di scienza.

E’ quella particolare ansia da prestazione che viene a chi sale sulla bilancia in cerca di certezze che, nel 90% dei casi, non troverà.

E non è colpa sua, è solo che cerca nel posto sbagliato.

Nelle forme più acute, come nel mio caso, la numerofobia si estende anche in altri campi, come quello del conteggio delle calorie, dei grammi, del numero di pomodori presenti in una cassetta ecc.

 

La dietologa mi ha prescritto una dieta senza grammature e calorie. E mi ha impedito di pesarmi. Non posso, è VIETATO. E lo sapete perché? Perché ogni volta che salgo su quella lastra nera parte l’autodemolizione. E no, non devo perdere peso, non sono in sovrappeso.

Sono pippe e basta.

Sono noie prodotte dal mio cervello a groviera che non mi vengono se mi fisso davanti a uno specchio, che non penso nemmeno lontanamente mentre mi sto allenando (qualcuno ha veramente abbastanza ossigeno per pensare in queste occasioni?).

Sono ansie che mi vengono SEMPRE e SOLO sulla bilancia, che ci salga io o qualcosa che mangio.

E non è giusto.

Non è giusto che una persona si impegni in quello che fa e vanifichi tutta la sua (poca) autostima davanti a uno sterile numero.

Che cosa ci dice di noi la bilancia? Che ieri abbiamo fatto baldoria e oggi siamo gonfi come palloncini? Che abbiamo le ossa grosse? Che siamo sottoprodotti della società? Che nessuno ci vuole bene?

Non ci dice niente, se non quanto la forza di gravità oggi ci spinge a terra. Ma chiedetevi: veramente mi interessa saperlo? Non è meglio guardarsi allo specchio e dire “cazzo quanto stai bene con quella maglietta?” (scusate, davanti allo specchio di solito non parlo come Cenerentola). Fare 10 burpees e sentirsi invincibili non vale più di qualsiasi sia la prima cifra del vostro peso?

 

Fatta mente locale del mio problema, ho deciso che forse la mia dietologa non aveva poi tutti i torti. E il suo “cerca di staccarti dal peso” è diventato tanto importante quando la giusta combinazione di alimenti che mi ha dato da rispettare.

Ho deciso di essere onesta con me stessa fino in fondo e ho esaminato cosa potevo ancora fare per diventare la versione migliore di me stessa.
La prima cosa che ho fatto è stato abbandonare i miei modelli di riferimento. Ora non ne ho nessuno – a cosa serve aspirare di diventare come Kate Moss quando abbiamo una genetica completamente diversa? E no, questa non è una scusa! E’ consapevolezza, di sapere come sono fatta e fino a dove posso arrivare. Senza prendere una lima e tagliarmi le ossa là, prendere una siringa e gonfiarmi lì. Io, solo io, come mamma m’ha fatto (rimproverandola sempre di non avermi dato abbastanza tette).

Ho smesso di fissarmi allo specchio nelle cosiddette giornate ‘no’. Non siamo fatti come le fisarmoniche: se il giorno prima stavamo bene e oggi sembriamo *inserire aggettivo cattivissimo a caso*, vuol dire che se c’è qualcosa che non va, è nella percezione di noi stessi, non nel nostro corpo. Non sarà però la scusa per non fare niente, della fiera del ‘tanto è tutto inutile’. Sarà un giorno come gli altri, in cui si mangerà come sempre, e ci si allenerà, se è previsto. Soprattutto in questi casi le endorfine generate da un allenamento hanno del miracoloso. Meglio di qualsiasi medicina.

Io amo allenarmi, mi ci metto davvero di impegno. Mi ha tenuto a galla due anni fa quando la mia vita sentimentale era uno schifo. Per me è come lavare i denti, posso avere tutti gli impegni del mondo, ma è una cosa che devo fare. Certo, vorrei avere gli addominali belli definiti, le gambe super toniche, il fondo schiena di J.Lo in “Love don’t cost a thing”…STOP! Visto? L’ho fatto di nuovo. Niente paragoni. Ognuno è unico, e il mio sedere non sarà mai come quello di J.Lo, perché semplicemente non siamo la stessa persona.
Penso potremo andare avanti per le nostre strade comunque, anche dopo questa rivelazione sensazionale.

 

Non sono qui che scrivo solo per farvi una testa tanta sui complessi di una ragazza quasi trentenne. Sapevatelo (cit).

Sono qui perché so che almeno la metà delle persone che leggeranno questo articolo capiranno perfettamente le mie paturnie. Perché, per quanto noi poveri insicuri ci mettiamo sicuramente d’impegno, non è tutta colpa nostra. Non ci svegliamo un giorno e decidiamo che così come siamo non va bene, mentre quelle là (sì dai, quelle là!) che stanno sui muri delle case sono perfette.

E il problema ne nasconde in realtà due: da una parte avere idealizzato modelli di bellezza che non sempre coincidono con il concetto di sano. E dall’altra il fatto che si possa essere esattamente così in maniera facile.

Cambiare il proprio corpo, soprattutto con un background alimentare/sportivo non eccellente, richiede sforzi, impegno e anche sacrificio. Non basta buttar giù una pillola e magicamente siamo pronti per il Grande Ballo – senza nemmeno la Fata Madrina, andiamo! Ricordatevi che dietro ad ogni bel viso e corpo fantastico c’è un lavoro di marketing, di professionisti che alla fine vogliono vendere. E vale anche quando si parla di modelli fitness: non è quell’ora di allenamento che vi propongono che li ha fatti diventare così. Spesso questi guru sono seguiti a loro volta da altri personal trainer e il fitness è la loro fonte di reddito. Si sono impegnati per diventare così perché è il loro lavoro. Tutto ciò non significa che non potete ammirare qualcuno, potete anche invidiarlo volendo. Ma non paragonatevi a loro. Semplicemente non ve lo meritate.

Quello che dovreste fare è prendere consapevolezza, e chiedervi se non potete dare di più. Rispetto a chi? Rispetto a voi, al momento presente.

Infine, non mi stancherò mai di dire che i cambiamenti fisici richiedono tempo, sono lenti, a volte nemmeno costanti. Ma ci saranno. Un buon lavoro frutta sempre un buon risultato. Imparate a conoscervi, a capire quali sono i vostri aspetti migliori, e anche ad accettare quello che proprio non vi piace.

Non giudicatevi per una parte del corpo, e tanto meno per un numero. Non fatelo mai, e vedrete che tutto diventerà più facile. 

 

SabrinaF

Dal 2013 ha sviluppato un forte interesse per il mondo del fitness e trae il massimo dei benefici dagli allenamenti casalinghi. La tecnologia le permette di affrontare sempre nuove sfide, ma anche di monitorare i suoi progressi.Il suo motto: “Perché le cose o si fanno bene, o non si fanno” ;)

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