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Charity Miles: fare e farci del bene

La vita da studente, si sa, non è proprio improntata al movimento e all’attività fisica. A meno che non sia quella dello studente di scienze motorie, s’intende. Così, dopo svariati mesi di inattività e un cambio cellulare, mi sono finalmente rimessa a correre.

Il dettaglio del cambio cellulare è rilevante perché sul nuovo dispositivo non avevo installato assolutamente nulla per la corsa, tranne ovviamente l’app di Fitbit. Da brava smanettona mi sono quindi messa a ravanare per il Play Store e mi sono imbattuta in Charity Miles, l’app di cui vi voglio parlare oggi, disponibile gratuitamente per iOS e Android.

Il concetto è estremamente semplice: camminando, correndo o andando in bici accumuleremo delle miglia (non è ahimè disponibile la misurazione in chilometri al momento) che corrispondono ad una donazione fatta a delle cause di beneficenza a nostra scelta.

La causa che ho scelto io: istruzione per bambine e ragazze in paesi a basso reddito

Una volta installata l’app sul nostro dispositivo e dopo aver creato un account potremo scegliere fra oltre 30 cause diverse: dall’istruzione alla lotta contro la fame nel mondo, ricerca per il cancro, l’AIDS, l’Alzheimer, acqua potabile, servizi sanitari e così via.

Alcune delle cause di beneficenza tra le quali scegliere

Sono disponibili cinque modalità per accumulare miglia: camminata outdoor e indoor, idem per la corsa e bici (solo outdoor). Secondo il sito ufficiale, guadagneremo 25 centesimi di dollaro per miglio di corsa o camminata e 10 centesimi di dollaro per miglio di bici.

La cosa bella è che si può cambiare causa (charity, come è chiamata nell’app) anche in corso d’opera. Così se per esempio abbiamo accumulato tante miglia per una causa e vogliamo contribuire ad un’altra sarà possibile farlo. Purtroppo non è possibile scegliere più di una charity alla volta, ma questo penso che debba servire come sprone ad ognuno.

La mia brevissima corsa di ieri

Io ho avviato il mio programma di corsa (Zombies, Run! 5K, per riprendere un po’ il ritmo) e in background ho lasciato anche Charity Miles. Ho percorso circa 5,3 km, corrispondenti a 3,2 miglia. L’impatto sul consumo della batteria è stato minimo (circa un 10% a fine corsa) e il mio telefono non si è surriscaldato.

L’app è veramente minimal: durante l’attività non riceveremo notifiche o informazioni di nessun genere circa la performance, e a me onestamente va benissimo così. È possibile unirsi a dei team per mantenersi motivati, ma sono quasi tutti composti da americani (l’iniziativa nasce infatti negli Stati Uniti) e al momento esiste una sola integrazione con un sistema di rimborso per fare la spesa, sempre negli States.

Il menù di scelta dell’app

Insomma, per chi vuole fare del bene facendosi del bene questa mi sembra un’iniziativa molto bella, che consiglio vivamente a chiunque. Potete trovare altre informazioni sulla gestione dei fondi raccolti e degli sponsor sul sito www.charitymiles.org.

Shally

Sabrina, detta Shally, studentessa fuorisede e aspirante interprete. Dopo il primo fitness tracker nel 2013 cambia stile di vita, interessandosi al mondo del fitness. Runner per caso, patita di sushi, avida lettrice sempre alla ricerca di qualcosa da imparare!

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