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Birra post-corsa: tutta la verità e nient’altro che la verità

Parliamoci chiaro, per qualsiasi adulto c’è un momento, nella propria esistenza, in cui alla fine di una lunga, estenuante, snervante giornata si trova più consolazione nel cibo che nelle persone. La pizza non fa domande scomode, la pizza capisce.

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Tendenze nichiliste e misantrope ne abbiamo?

E a parte rari casi, in cui il pizzaiolo è un flagello divino e ci si è pure impegnato magari, la pizza è quasi sempre buona. Che soddisfazione, dopo aver fatto una bella corsa magari, potersi permettere una bella pizza? Accompagnata da una buona  birra magari, tanto per nominare qualcosa a caso.

Dunque, essendo sempre stata un’amante della buona birra, e fregiandomi del titolo di runner (a sproposito, sicuramente, rispetto a molti altri… Ma che mi frega!), ho deciso di fare un po’ di chiarezza sulla questione della birretta post allenamento. Anche perché ogni scusa è buona per stapparne una 😉

Chiariamo subito un paio di cose: la birra è pur sempre una bevanda alcolicacalorica. Vorrei sottolineare il fatto che il consumo di birra prima di un allenamento è una pessima idea, e il consumo dopo un allenamento è una buona idea se gestito con moderazione. Regola questa che dovrebbe valere in generale: tutto con moderazione, in particolare gli alcolici. Questo perché l’alcool, essendo un vasodilatatore, inibisce il riassorbimento dell’acqua a livello renale, favorisce la perdita della fame istintiva (no, non è una cosa bella!) e l’insorgemza di ipoglicemia reattiva. Inoltre riduce l’attività del sistema nervoso, disturba il sonno – riducendone sia quantità che qualità – e sopprime lo sviluppo della forza muscolare.

Ok, ora che ho fatto la mia premessa da persona seria e a modo, parliamo delle cose divertenti, tipo del perché nessuno può dirci nulla se vi scolate una nella birra dopo una corsa o un allenamento in generale.

È buona norma assumere la vostra birretta almeno un’ora dopo lo sport, per godere appieno degli effetti benefici del luppolo, che è un antiossidante naturale.  Ma ricordate, moderazione: 330 ml per le donne, 660 ml per gli uomini.

Dato il contenuto di zuccheri e sali minerali, la birra sembra essere un ottimo integratore naturale post corsa. E sembra anche che i polifenoli del luppolo, ovvero lo xantumolo, siano degli attivatori naturali dei principali meccanismi di difesa dell’organismo nonché ottimi per ridurre le infiammazioni.

Dopo un allenamento andrebbero preferite le birre artigianali, naturalmente più ricche di potassio, magnesio, calcio e sodio rispetto alle alternative industriali, ma sempre a bassa gradazione alcolica. Una bella bionda (e non sto parlando della Aniston) o una blanche, via libera anche a weiss o gose, fate voi: la regola di base è che sia a contenuto alcolico <5%.

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Inoltre, essendo ricca di calcio e fosforo, la birra post allenamento è particolarmente benefica per le donne, proprio perché l’assunzione di birra contrasterebbe la perdita di calcio nelle ossa. Combattiamo l’osteoporosi con la birra ragazze 🍻

Seguendo queste regole, è stato dimostrato che chi si concede una birretta post allenamento si reidrata più facilmente di chi invece va ad acqua.

In realtà sarebbero da consigliare le analcoliche, ma è contro la mia religione e soprattutto difficilmente troverete una birra artigianale analcolica. Se la trovate, ditemi chi l’ha prodotta che lo denuncio.

Shally

Sabrina, detta Shally, studentessa fuorisede e aspirante interprete. Dopo il primo fitness tracker nel 2013 cambia stile di vita, interessandosi al mondo del fitness. Runner per caso, patita di sushi, avida lettrice sempre alla ricerca di qualcosa da imparare!

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