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Allergici al nichel – pilot

Breve storia triste: sono allergica al nichel.

Che poi, “breve” un corno: soffro di dermatiti da quando ho memoria, il cortisone è sul mio comodino più o meno da sempre e le cause delle mie dermatiti si sono evolute con gli anni. Long story short, dopo un semestre in Cina passato a imbottirmi di legumi e dopo tre mesi a cercare di mangiare un sacco di proteine vegetali sto malissimo, faccio le prove allergiche e il risultato è inequivocabile. La sentenza mi crolla addosso in tutta la sua pesantezza: allergia da nichel. Non intolleranza, no, allergia vera e propria. Qui immaginate un sottofondo drammatico, io che cado in ginocchio urlando “nnnnnoooooooooo” e che mi strappo i capelli, singhiozzando drammaticamente: non è andata proprio così nello studio della dottoressa, ma nella mia testa stava succedendo tutto quanto.

Ma cos’è questo benedetto nichel? Il nichel è un elemento simile al ferro che si trova in natura: nell’aria, nell’acqua, nella terra… e quindi anche nel cibo. Il nichel “rappresenta un microelemento pressoché ubiquitario che si distingue per le diverse fonti di provenienza e l’elevata probabilità di contatto con gli organismi viventi” (fonte: my-personaltrainer.it). Tradotto: se sei allergico al nichel sei automaticamente fottuto.

La lista degli alimenti che non posso mangiare è tutt’altro che breve, è proibitiva e ha portato a due conseguenze principali nella mia alimentazione: 1. Mangio quasi sempre le stesse cose e 2. Col cavolo che posso prescindere dalla carne.

Due piccole premesse: innanzitutto la carne mi piace ma non la mangio spesso, avrei voluto rinunciarci del tutto per motivi etici ed ambientali, ma adesso per me è quasi impensabile (a meno che non inizio a sfondarmi di uova…) fare ciò. Seconda premessa: sono una studentessa fuorisede, seguo un numero esagerato di ore di lezione e abito a un’ora e mezza dall’università. Tradotto: non ho tempo (e spesso neanche voglia) per grandi elaborazioni culinarie.

Sono sempre stata una fan dei legumi e degli alimenti integrali, che al momento mi sono preclusi, così come il vino, la cioccolata, il pomodoro e molte verdure invernali che io amo. Dall’oggi al domani ho dovuto sbarrare dalla lista della spesa moltissimi degli alimenti che consumavo quotidianamente, notando un sensibile miglioramento nella mia condizione dermatologica ma deprimendomi ogni volta che devo fare la spesa.

Immedesimatevi nella tristezza. Io, carrellino, supermercato. Insalata (solo alcuni tipi, niente carote), fettina di pollo/tacchino, qualche formaggio fresco, pane (rigorosamente bianco, senza cereali), ogni tanto pesce… Bieta, fagiolini, qualche frutto invernale. Biscotti e cereali sono quasi impensabili ormai. Riso e/o pasta solo bianchi. La depressione va avanti, ma ve la risparmio.

L’allergologa che mi ha fatto il Patch Test mi ha dato una lista di alimenti da evitare identica a quella che si trova sul famoso sito my-personaltrainer.it (qui sorge il dubbio: l’ha copiata lei dal sito o il sito da lei? Non lo sapremo mai). Lo stesso sito riferisce che solo il 25% dei soggetti alergici al nichel reagisce dermatologicamente a quest’elemento. Tutte le fortune ce le ho io insomma. Questo altro sito sospetto sia leggermente di parte, dato l’approfondimento nutrizionale dedicato al Grana Padano, e mentre alcuni elementi della lista sono comuni altri invece si discostano.

Qui l’elenco è pressocché infinito, ma a rigor di logica dovrei direttamente ammazzarmi dato che il nichel è anche nell’aria (e molto probabilmente ce n’è anche nella tastiera che sto usando ora per scrivere… ansia…), alla fin fine bisogna sempre mantenere un minimo di realismo. A differenza degli altri siti che ho consultato, questo sembra essere specializzato per l’allergia al nichel e fornisce anche una lista di pentole e padelle certificate nickel-free. Ah sì, dimenticavo di dire che il nichel è un elemento fondamentale nella creazione dell’acciaio inox, quindi bisogna fare attenzione anche alle padelle che si usano per cucinare.

Altra chicca per gli allergici al nichel: scordatevi il cibo in scatola (specialmente quello in lattine e in alluminio, quindi sì, anche la Coca Cola), per lo stesso principio della padella: se anche l’alimento di base avesse contenuto quantità minime di nichel, stando a contatto con l’alluminio lo assorbirà. Insomma, noialtri allergici dovremmo assoldare uno chef ad hoc, perché manco più l’insalata col tonno.

Ricollegandoci al discorso di prima, forse ora capite perché parlavo di depressione. Ho l’ansia persino ad usare le forchette ormai. Quindi, come dicevo prima, essenzialmente mangio sempre le stesse quattro cose e ciò mi ha portata a perdere il gusto di mangiare (impresa abbastanza difficile che solo la cucina dello Shaanxi era riuscita a compiere finora…).

Sullo stesso sito di prima è consigliato un libro di ricette che sembra proprio ciò che un allergico al nichel cerca. È uno dei più famosi in Italia, ma per la serie #mainagioia devo fermarvi prima che ultimiate l’ordine su Amazon: le ricette sono LUNGHISSIME. Praticamente il presidio slow food a questa “je spiccia casa”, come dicono i romani (non è confrontabile solitamente per condizione di inferiorità, NdT). Se non avete una mattinata da passare in cucina, questo libro non fa per voi.

Per questo mi sto cimentando in un’impresa semplice: sto mettendo a punto una dieta settimanale che sia low-nickel, possibilmente varia e pratica per chi non ha né voglia né tempo di passare le proprie domeniche o le proprie serate a spignattare per il giorno successivo. Ovviamente questa è la mia esperienza, che non può sostituire il consiglio di un allergologo e/o nutrizionista qualificato.

Intanto qui è possibile consultare una lista di alimenti per ordine alfabetico, contenuto di nichel decrescente o per gruppo alimentare. Per risolvere la questione delle differenze fra i vari siti internet, se non siete in possesso di una lista fornita dal vostro specialista, è consigliabile usare il buon senso e vedere quali sono gli alimenti che si ripetono più frequentemente nelle varie tabelle.

Cosa che farò io per voi, nella prossima puntata di Allergici al nichel: #mainagioia.

Shally

Sabrina, detta Shally, studentessa fuorisede e aspirante interprete. Dopo il primo fitness tracker nel 2013 cambia stile di vita, interessandosi al mondo del fitness. Runner per caso, patita di sushi, avida lettrice sempre alla ricerca di qualcosa da imparare!

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