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7 maratone in 7 continenti: la grande sfida di Bruno Bonicalzi

E’ difficile non essere a proprio agio con Bruno: simpatico ed espansivo racconta con entusiasmo il percorso che sta seguendo per conquistare il Guinness World Record (GRW) correndo 7 maratone in 7 continenti.

Mi incontro con Bruno al bar Kandinsky di Busto Arsizio, lo stesso luogo da dove è partito l’intero progetto.

Sabrina (Fitbeet) e Bruno Bonicalzi

Sabrina (Fitbeet) e Bruno Bonicalzi

Sabrina: “Parlaci un po’ di te e di questa impresa

Bruno: “In realtà quest’impresa è solo l’ultima di una lunga serie. La vera prima scommessa è stata nel 2009, quando ho deciso di partecipare alla maratona di New York, senza mai aver corso seriamente. Mi sono allenato da giugno a novembre e poi mi sono fermato per i restanti 6 mesi. Funzionava, e così ho continuato per 6 anni. Con qualche piccolo “imprevisto”, come un matrimonio e due bambine!
Nel 2015 mi sono candidato per partecipare al mezzo Ironman di Pescara (l’Ironman è una competizione triathlon in cui si nuota per 1.9km, si pedala per 90km e si corre per 21.097 km): allenarmi con chi si prepara a questo tipo di gare è stato lo stimolo per puntare a qualcosa di più estremo. Ho quindi iniziato a informarmi sulla maratona al Polo Nord, per poi scoprire che fa parte del Marathon Grand Slam Club.”

S: “Cos’è il Marathon Grand Slam Club?

B: “E’ un club dedicato a chi ha corso 7 maratone in 7 continenti (Asia, Europa, Sud America, Oceania, Nord America, Africa e Antartide) e Polo Nord. Non c’è nessun italiano.”

S: “Come ti sei organizzato per affrontare questa sfida senza dubbio impegnativa?

B: “Il primo step è quello di completare le 7 maratone nei 7 continenti. L’organizzazione è ruotata tutta intorno all’ultima maratona che farò in Antartide, per cui ci sono posti limitati e date ben precise. Ho deciso di correre a marzo 2018. Da lì a ritroso ho organizzato tutte le altre tappe. La prima è stata a Dubai, questo gennaio. La prossima si corre in casa, qui a Milano.”

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Le maratone che affronterà Bruno tra gennaio 2017 e marzo 2018 (fonte: http://www.followbruno.it/)

S: “Perché hai deciso di candidarti anche per il Guinness dei primati?

B: “Per me è un’ulteriore sfida. L’attuale vincitore ha impiegato nove anni a terminare tutte le maratone (questo tipo di guinness viene fatto sommando i tempi migliori per ogni maratona e non dà un limite temporale di tempo entro cui farle). Io ho alzato ulteriormente l’asticella con l’obiettivo di portare a casa i risultati in un anno.

S: “Come è andata la prima maratona, a Dubai?

B: “Sono soddisfatto, anche se il tempo impiegato (3h07’20”) ha poco margine rispetto a quello del GWR. Mi sono allenato con 2-3 gradi, mentre ho dovuto correre con un clima tra i 25 e i 30 gradi. Inoltre a metà gara ho avuto dei crampi che mi hanno costretto a rallentare. Aggiungiamo il fatto che il giorno prima non ero stato a riposo, le poche ore di sonno ed ecco spiegato perché il risultato non è stato quello sperato. Rimango comunque soddisfatto, sapevo che la maratona di Dubai non sarebbe stata semplice, anche se la vera incognita rimane sempre l’Antartide!”

S: “C’è una maratona per cui invece ti senti più preparato?

B: “Quella di New York, senza dubbio! E’ una maratona diversa da tutte le altre, perché viene vissuta come una festa. Ci sono lungo il percorso tantissime persone che ti acclamano e tanta musica. La prima volta che ho corso probabilmente avrei abbandonato al trentesimo chilometro, se non fosse stato per l’incitamento continuo della gente ai lati delle strade.”

S: “Quando ti alleni non tieni quindi conto delle condizioni climatiche che affronterai? In generale potresti parlare un po’ dei tuoi allenamenti? Sei seguito da qualcuno?

B: “Mi alleno con le condizioni climatiche del nord Italia, generalmente nella pausa pranzo e per due ore circa. Corro in media 90/100km alla settimana.
Sono seguito da uno staff composto da tre persone: il coach sportivo Antonacci, che già mi aveva seguito per il mezzo Ironman, il dietologo Mondazzi e l’osteopata Varalli.”

Fonte: http://www.followbruno.it/gallery.php

Fonte: http://www.followbruno.it/gallery.php – Segui l’impresa di Bruno anche su Facebook mettendo mi piace a “Follow Bruno

S: “Ok Bruno, abbiamo capito come ti sei avvicinato a quest’impresa e la tua routine. Ti piace scommettere su te stesso e superare i tuoi limiti. Ma ci sono altri motivi che ti hanno spinto a fare queste 7 maratone in tempi brevissimi?

B: “A parte la follia?! Credo questa volta di essermi messo alla ricerca dell’estremo. Vedremo strada facendo se ho fatto il passo più lungo della gamba. Poi, a dire il vero, non vedere nessun italiano nella lista dei maratoneti che fanno parte di questo Club ha fatto scattare in me un certo senso di patriottismo!”

S: “Lo sai che per molti sei soltanto un matto, vero?

B: “Lo pensavo anche io prima guardando i professionisti, quando mi allenavo in maniera amatoriale. Poi l’ironman mi ha cambiato completamente la mentalità: c’è gente che per mantenere il ritmo di allenamenti si sveglia alle 3 del mattino. Io ci provavo e mi dicevo che non ce la potevo fare. Ma se uno vuole può farlo eccome. Ora sono in grado di allenarmi secondo i piani, senza trascurare la mia famiglia. Ad esempio in vacanza ho l’obbligo categorico di essere presente dalle 8.30. Quindi mi sveglio alle 4 e vado a correre.  Quando rientro spesso le mie bambine stanno ancora dormendo..e ho ancora una moglie!”

S: “Oltre agli allenamenti fisici utilizzi qualche tecnica mentale?

B: “Non ho tecniche particolari, ma il mio coach e l’osteopata premono molto perché io visualizzi chiaramente il risultato finale. Inoltre con Matteo (osteopata) lavoriamo a diversi livelli (struttura osteo-articolare/visceri/fasce e sistema nervoso) per arrivare ad un equilibrio globale del fisico e anche mentale. E’ assicurato che se inizi una maratona pensando in maniera negativa sicuramente non la porterai a termine. Bisogna sempre essere positivi.

S: “Vorresti infine dare qualche consiglio fit a chi ci legge?

B: “Quello che consiglio sempre è di trovare un obiettivo e perseguirlo fino in fondo. Parlatene con parenti e amici, metteteci la faccia, questo vi spronerà ancora di più a dare il massimo.
Non importa quanto sia impegnativo questo obiettivo, né il risultato finale. La maratona ad esempio è one-shot. Diversi mesi di allenamento e ti giochi tutto in quell’occasione. Ma quel giorno ci sono così tanti fattori in gioco che il risultato sarà sempre un’incognita fino alla fine. Non ho però mai visto al termine di una gara, comunque sia andata, una persona arrabbiata o pentita. Ricorderete sempre il percorso che vi ha portato fino a lì, e quello sarà un bellissimo ricordo!”

Bruno non si ferma mai: noi speriamo di rivederlo a rappresentare l’Italia alla cerimonia di apertura della gara a New York. Ci ha svelato in anteprima che si è candidato. Vai Bruno, noi facciamo il tifo per te!

SabrinaF

Dal 2013 ha sviluppato un forte interesse per il mondo del fitness e trae il massimo dei benefici dagli allenamenti casalinghi. La tecnologia le permette di affrontare sempre nuove sfide, ma anche di monitorare i suoi progressi.Il suo motto: “Perché le cose o si fanno bene, o non si fanno” ;)

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